venerdì 7 maggio 2021

Il Vangelo del Sabato 8 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Vieni in Macedonia e aiutaci!

Dagli Atti degli Apostoli (16,1-10)

In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra. Vi era qui un discepolo chiamato

Timòteo, figlio di una donna giudea credente e di padre greco: era assai stimato

dai fratelli di Listra e di Icònio.

Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei

che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.

Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli

anziani di Gerusalemme, perché le osservassero.

Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.

Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo

aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia.

Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù

non lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.

Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo

supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!».

Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia,

ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.

Parola di Dio.

Vangelo

Voi non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima

di voi ha odiato me.

Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del

mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone".

Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola,

osserveranno anche la vostra.

Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui

che mi ha mandato».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

C’è stato un momento in cui i cristiani, forzando e tradendo il Vangelo, hanno

usato la forza e la violenza per imporre la fede, in un contesto molto diverso dal

nostro, certo, caratterizzato da una miopia intellettuale che ora riconosciamo

come una grave distorsione della proposta evangelica.

Ma, grazie al cielo, lo Spirito ha condotto la Chiesa su sentieri di conversione

e di penitenza (ricordate lo straordinario Giubileo del Duemila?).

Oggi, invece, le cose si sono ribaltate e in pochi anni il cristianesimo è diventata

la religione maggiormente perseguitata nel mondo.

Nei paesi in cui il fondamentalismo islamico è intollerante con i seguaci di Gesù,

dimostrando peraltro scarsissima conoscenza del Corano!

Ma anche in paesi in cui le scelte dei cristiani contro la violenza e la sopraffazione

hanno scardinato la religione superstiziosa di molti dittatori (penso all’America latina

degli anni ’80) o, nella nostra modernissima Europa, con rigurgiti di razionalismo

intollerante che accetta ogni idea, purché non provenga dai cristiani!

Gesù ci aveva avvisati e, forse, il fatto che l’essere cristiani non sia ben visto, ci aiuta a

crescere nella verità della nostra professione di fede, se ci facciamo aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

giovedì 6 maggio 2021

Il Vangelo del Venerdì 7 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

È parso bene, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori

di queste cose necessarie.

Dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)

In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di scegliere

alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato

Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.

E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli,

ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilicia, che provengono dai pagani, salute!

Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico,

sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.

Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi

insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro

vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.

Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce,

queste stesse cose.

È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al

di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue,

dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime.

Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l'assemblea,

consegnarono la lettera.

Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva.

Parola di Dio.

Vangelo

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento:

che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.

Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.

Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.

Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho

chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.

Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e

portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al

Padre nel mio nome, ve lo conceda.

Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Dio comanda al suo popolo di amarlo e di amare i proprio fratelli.

È ciò che, lentamente ma inesorabilmente, Israele capisce nel proprio altalenante

rapporto col Signore, è la sintesi dell’alleanza, la scrematura fra gli oltre seicento

comandamenti che ogni israelita era tenuto ad osservare.

Due soli precetti erano rimasti, i due più importanti; ricambiare l’amore ricevuto

da Dio e, attraverso quell’amore, amarsi gli uni gli altri.

Anche se molti ritenevano importanti tutti i precetti, alcuni rabbini, anche famosi,

erano certi della maggiore importanza di questi due comandi.

Gesù, lo sappiamo, fa sue queste conclusioni, apportando, però, alcuni cambiamenti.

Nei Vangeli i due comandi diventano uno solo e qui, nel Vangelo di Giovanni,

Gesù osa sostituire anche i comandi principali con una nuova, fiammante richiesta;

amare come Egli ci ha amato.

Gesù ama il Padre con tutte le sue forze e ama noi donando la sua vita; perciò può

proporsi come modello, perciò può chiedere ai discepoli di imitarlo.

Gesù ci ha amato fino in fondo, con un amore adulto, intenso, rispettoso, capace

di trovare soluzioni, capace di aspettare.

Abbiamo uno straordinario modello di vita, seguiamolo, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

mercoledì 5 maggio 2021

Il Vangelo del Giovedì 6 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si convertono a Dio.

Dagli Atti degli Apostoli (15,7-21)

In quei giorni, poiché era sorta una grande discussione, Pietro si alzò e disse loro: «Fratelli,

voi sapete che, già da molto tempo, Dio in mezzo a voi ha scelto che per bocca mia le

nazioni ascoltino la parola del Vangelo e vengano alla fede.

E Dio, che conosce i cuori, ha dato testimonianza in loro favore, concedendo anche a

loro lo Spirito Santo, come a noi; e non ha fatto alcuna discriminazione tra noi e loro,

purificando i loro cuori con la fede.

Ora dunque, perché tentate Dio, imponendo sul collo dei discepoli un giogo che né

i nostri padri né noi siamo stati in grado di portare?

Noi invece crediamo che per la grazia del Signore Gesù siamo salvati, così come loro».

Tutta l’assemblea tacque e stettero ad ascoltare Bàrnaba e Paolo che riferivano quali

grandi segni e prodigi Dio aveva compiuto tra le nazioni per mezzo loro.

Quando essi ebbero finito di parlare, Giacomo prese la parola e disse: «Fratelli, ascoltatemi.

Simone ha riferito come fin da principio Dio ha voluto scegliere dalle genti un popolo

per il suo nome.

Con questo si accordano le parole dei profeti, come sta scritto: “Dopo queste cose

ritornerò e riedificherò la tenda di Davide, che era caduta; ne riedificherò le rovine

e la rialzerò, perché cerchino il Signore anche gli altri uomini e tutte le genti sulle

quali è stato invocato il mio nome, dice il Signore, che fa queste cose, note da sempre”.

Per questo io ritengo che non si debbano importunare quelli che dalle nazioni si

convertono a Dio, ma solo che si ordini loro di astenersi dalla contaminazione con

gli idoli, dalle unioni illegittime, dagli animali soffocati e dal sangue.

Fin dai tempi antichi, infatti, Mosè ha chi lo predica in ogni città, poiché viene letto

ogni sabato nelle sinagoghe».

Parola di Dio.

Vangelo

Rimanete nel mio amore, perché la vostra gioia sia piena.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-11) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me,

anche io ho amato voi.

Rimanete nel mio amore.

Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato

i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.

Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Il lungo discorso fatto da Gesù dopo l’ultima Cena, nel Vangelo di Giovanni, di fatto

riassume tutta la predicazione del Signore, e l’evangelista lo pone prima dell’arresto

nell’orto per sottolinearne la drammaticità e l’importanza.

Oggi in pochi versetti, Gesù riassume tutta la sua opera e la nostra fede; credere è

dimorare nell’amore con cui siamo stati amati e concretizzare la reciprocità di questo

amore nell’osservanza dei comandamenti.

Percepire l’amore di Dio e ricambiarlo produce in noi una gioia intima e profonda,

ben lontana dall’emozione momentanea cui siamo abituati.

Dimorare nell’amore; darci l’opportunità di percepire questo amore, nella meditazione,

nella preghiera, nella lettura profonda e spirituale degli eventi.

E vivere di conseguenza; i nostri gesti e le nostre scelte scaturiscono dall’amore

che abbiamo incontrato.

Non è uno sforzo, il mio voler apparire migliore degli altri, ma l’esigenza di ricambiare

l’amore che ho ricevuto e che ha completamente cambiato la mia piccola vita.

In questo anno di pandemia, in questo tempo pasquale, rimettiamo davvero al centro del

nostro agire la gioia che ci deriva dallo scoprirci amati, facendoci aiutare dalla preghiera!

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

martedì 4 maggio 2021

Il Vangelo del Mercoledì 5 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo Ordinario.

Prima Lettura

Fu stabilito che salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Dagli Atti degli Apostoli (15,1-6)

In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai

fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosè, non potete essere salvati».

Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro,

fu stabilito che  salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.

Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la Samarìa,

raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.

Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani,

e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.

Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti, affermando: «È

necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».

Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.

Parola di Dio.

Vangelo

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,1-8) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre mio è l'agricoltore.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota

perché porti più frutto.

Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.

Rimanete in me e io in voi.

Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche

voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci.

Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla.

Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,

lo gettano nel fuoco e lo bruciano.

Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto.

In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Non possiamo fare nulla senza Cristo.

Da Lui riceviamo la linfa vitale, da Lui riceviamo ogni intuizione, da Lui riceviamo

l’amore attraverso cui amiamo gli altri, da Lui riceviamo luce e pace.

Linfa vitale è la sua presenza, come la linfa che dalla vite passa al tralcio,

e che lo fa crescere, gli fa portare frutto.

Da Gesù soltanto riceviamo la forza che ci permette di restare cristiani, di non

scoraggiarci, di annunciare la sua presenza di risorto nel nostro mondo.

Ma, come sa bene ogni viticoltore, la vite va potata prima che si risvegli dal sonno invernale.

Una vite o un albero da frutto che non viene potato diventa selvatico, inesorabilmente.

La vita ci pota, a volte con violenza inaudita, ci scuote nelle profondità; una difficoltà,

un dolore, un lutto, una malattia ci gettano nello sconforto ma possono diventare

occasione di crescita.

Il tralcio potato concentra la sua energia nel moncone di ramo rimasto,

facendogli portare frutto.

Proviamo a vivere le prove della vita come l’occasione per crescere, per diventare più

forti, sapendo che nessuna sofferenza ci toglie dalla linfa vitale di Cristo.

Allora, come Lui, potremo veder rinascere ciò che ci è più caro, vedremo la sua linfa

far maturare i fiori delle nostre opere, attraverso l’aiuto della preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

lunedì 3 maggio 2021

Il Vangelo del Martedì 4 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Prima Lettura

Riferirono alla Chiesa quello che Dio aveva fatto per mezzo loro.

Dagli Atti degli Apostoli (14,19-28)

In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei,

i quali persuasero la folla.

Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto.

Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città.

Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.

Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole

di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed

esortandoli a restare saldi nella fede «perché-dicevano-dobbiamo entrare nel regno

di Dio attraverso molte tribolazioni».

Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato

e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.

Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la

Parola a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia là dove erano

stati affidati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto.

Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto

per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.

E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.

Parola di Dio.

Vangelo

Vi do la mia pace.

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31a) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace.

Non come la dà il mondo, io la do a voi.

Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.

Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi".

Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me.

Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.

Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di

me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come

il Padre mi ha comandato, così io agisco».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Quanto è difficile parlare di pace oggi!

Ci siamo illusi, nei decenni scorsi, di potere immaginare un mondo basato sulla

reciproca tolleranza e sul rispetto delle diversità.

L’inizio del terzo millennio, invece, ci ha posti davanti alla cruda realtà di un

mondo in perenne lotta, in continua guerra.

La pace, così tanto agognata, frutto della giustizia, come scrive il profeta Isaia,

resta una chimera.

Anche chi ha alzato forte la voce per chiedere la pace, spesso si è trovato a farlo

con toni combattivi.

Gesù, oggi, ci offre una soluzione, una differente chiave di lettura; la pace è suo

dono ed è diversa da quella che propone il mondo.

È suo dono; non solo una conquista ma l’accoglienza di una prospettiva diversa.

Possiamo diventare testimoni di pace perché pacificati nel nostro intimo, possiamo

costruire spazi di dialogo perché abbiamo un orizzonte di riferimento, il sogno di Dio.

La pace, allora, va anzitutto coltivata in noi stessi, lasciando che sia la Parola a

convertirci, mettendo noi a fuoco i nostri peccati e chiedendone perdono al Signore.

Con un cuore pacificato diventeremo capaci, allora, di accogliere l’altro nella sua

dimensione più profonda, facendoci aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.

domenica 2 maggio 2021

Il Vangelo del Lunedì 3 Maggio 2021

 

Della 5° settimana del Tempo di Pasqua.

Santi Filippo e Giacomo, Apostoli.

Prima Lettura

Il Signore apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi (15,1-8a)

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel

quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l'ho annunciato.

A meno che non abbiate creduto invano!

A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch'io ho ricevuto, cioè che Cristo

morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo

giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di

essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.

Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.

Ultimo fra tutti apparve anche a me.

Parola di Dio.

Vangelo

Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Dal Vangelo secondo Giovanni (14,6-14) anno dispari.

In quel tempo, disse Gesù a Tommaso: «Io sono la via, la verità e la vita.

Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.

Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete

e lo avete veduto».

Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta».

Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo?

Chi ha visto me, ha visto il Padre.

Come puoi tu dire: Mostraci il Padre?

Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me?

Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me,

compie le sue opere.

Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me.

Se non altro, credetelo per le opere stesse.

In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch'egli compirà le opere che io

compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre.

E qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia

glorificato nel Figlio.

Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò».

Parola del Signore.

Meditazione personale sul Vangelo di oggi.

Come biasimare il povero Filippo?

A volte Gesù supera davvero il limite, spinge davvero troppo l’acceleratore!

Per un ebreo era già una rivoluzione quasi impossibile cambiare la propria idea su Dio.

Ma i Dodici l’avevano fatto, avevano lentamente convertito il proprio cuore al volto

di Dio così come Gesù, durante i tre anni di predicazione, l’aveva raccontato.

Ora, alla fine della storia di Gesù, il desiderio di vedere il Padre, il Dio di Gesù,

è forte e crescente.

Ma Gesù compie un ulteriore salto in avanti; chi ha visto Lui ha visto il Padre.

Quindi, afferma il Maestro, non solo Egli è venuto a parlare in maniera innovativa di

Dio, non è solo un grande profeta, un uomo spirituale con una grande intimità con Dio.

Non è solo col Padre ma del Padre, perché Lui e il Padre sono una cosa sola.

Ci vorrà ancora del tempo e molto Spirito Santo per capire l’enormità di questa

affermazione, per definire l’identità di Gesù, ma la direzione è tracciata.

Solo dopo la resurrezione i discepoli capiranno che Gesù è la presenza stessa di Dio,

che è più del Messia, è il Figlio stesso di Dio.

Guardando Gesù noi già intravediamo il volto del Padre, se fatichiamo, facciamoci

aiutare dalla preghiera.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il

tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua

volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a

noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai

nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione,

ma liberaci dal male. Amen.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto

del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Come era nel principio, ora, e sempre,

nei secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata, Fausto.