martedì 26 maggio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 27 Maggio 2020


Della 7° settimana di Pasqua.
S. Agostino di Canterbury, vescovo.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (20,28-38)
In quei giorni, Paolo diceva agli anziani della Chiesa di Èfeso: «Vegliate su voi
stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti come
custodi per essere pastori della Chiesa di Dio, che si è acquistata con il sangue
del proprio Figlio.
Io so che dopo la mia partenza verranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno
il gregge; perfino in mezzo a voi sorgeranno alcuni a parlare di cose perverse, per
attirare i discepoli dietro di sé.
Per questo vigilate, ricordando che per tre anni, notte e giorno, io non ho cessato,
tra le lacrime, di ammonire ciascuno di voi.
E ora vi affido a Dio e alla parola della sua grazia, che ha la potenza di edificare
e di concedere l'eredità fra tutti quelli che da lui sono santificati.
Non ho desiderato né argento né oro né il vestito di nessuno.
Voi sapete che alle necessità mie e di quelli che erano con me hanno provveduto
queste mie mani.
In tutte le maniere vi ho mostrato che i deboli si devono soccorrere lavorando
così, ricordando le parole del Signore Gesù, che disse: "Si è più beati nel dare
che nel ricevere!"».
Dopo aver detto questo, si inginocchiò con tutti loro e pregò.
Tutti scoppiarono in pianto e, gettandosi al collo di Paolo, lo baciavano, addolorati
soprattutto perché aveva detto che non avrebbero più rivisto il suo volto.
E lo accompagnarono fino alla nave.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (17,11b-19) anno pari.
In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Padre santo,
custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa,
come noi.
Quand'ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho
conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione,
perché si compisse la Scrittura.
Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in
se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li
ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno.
Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.
Consacrali nella verità.
La tua parola è verità.
Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per
loro io consacro me stesso, perché siano anch'essi consacrati nella verità».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Quanto umanissimo amore lasciano intravvede le parole del Signore Gesù
dopo l’ultima cena!
Parole di affetto, di attenzione, di preoccupazione non per sé e per il proprio
amaro destino, ma per coloro che lo hanno seguito, per noi che lo abbiamo
scelto come nostra guida e Signore.
Invece di essere travolto dalle comprensibili paure che assalgono ogni uomo
davanti alla propria tragica fine, Gesù rivolge la sua accorata preghiera per noi
discepoli, fragili e vulnerabili, incapaci di fronteggiare le persecuzioni del
mondo e le tentazioni dell’avversario.
Noi discepoli che abbiamo scoperto di non appartenere al mondo, di essere
rinati in una dimensione nuova, altra, donataci gratuitamente da Dio.
E che possiamo restare discepoli solo se ci nutriamo della verità che ci deriva
dalla conoscenza della Parola di Dio.
Invochiamo lo Spirito Santo che ci aiuti a scrutare la Scrittura per trovarvi
tutta la verità di cui abbiamo necessità.
E vi garantisco amici, che è un pozzo senza fine di verità, perciò, noi dobbiamo
solo farci aiutare per potervi riuscire.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 25 maggio 2020

Il Vangelo del Martedì 26 Maggio 2020


Della 7° settimana di Pasqua.
S. Filippo Neri, sacerdote.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (20,17-27)
In quei giorni, da Milèto Paolo mandò a chiamare a Èfeso gli anziani della Chiesa.
Quando essi giunsero presso di lui, disse loro: «Voi sapete come mi sono comportato
con voi per tutto questo tempo, fin dal primo giorno in cui arrivai in Asia: ho servito
il Signore con tutta umiltà, tra le lacrime e le prove che mi hanno procurato le insidie
dei Giudei; non mi sono mai tirato indietro da ciò che poteva essere utile, al fine di
predicare a voi e di istruirvi, in pubblico e nelle case, testimoniando a Giudei e Greci
la conversione a Dio e la fede nel Signore nostro Gesù.
Ed ecco, dunque, costretto dallo Spirito, io vado a Gerusalemme, senza sapere ciò
che là mi accadrà.
So soltanto che lo Spirito Santo, di città in città, mi attesta che mi attendono catene
e tribolazioni.
Non ritengo in nessun modo preziosa la mia vita, purché conduca a termine la mia
corsa e il servizio che mi fu affidato dal Signore Gesù, di dare testimonianza al
vangelo della grazia di Dio.
E ora, ecco, io so che non vedrete più il mio volto, voi tutti tra i quali sono
passato annunciando il Regno.
Per questo attesto solennemente oggi, davanti a voi, che io sono innocente del sangue
di tutti, perché non mi sono sottratto al dovere di annunciarvi tutta la volontà di Dio».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (17,1-11a) anno pari.
In quel tempo, Gesù, alzàti gli occhi al cielo, disse: «Padre, è venuta l'ora: glorifica
il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te.
Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti
coloro che gli hai dato.
Questa è la vita eterna: che conoscano te, l'unico vero Dio, e colui che hai
mandato, Gesù Cristo.
Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l'opera che mi hai dato da fare.
E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di
te prima che il mondo fosse.
Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo.
Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola.
Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole
che hai dato a me io le ho date a loro.
Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto
che tu mi hai mandato.
Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato,
perché sono tuoi.
Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro.
Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
La vita eterna, che è già cominciata per ciascuno di noi, consiste nel conoscere Dio.
La vita che ci è donata è un percorso per giungere alla conoscenza; di noi stessi
e di Dio, di Dio attraverso la scoperta della nostra interiorità, e del nostro
vero “io” alla luce del vero volto di Dio.
Molti pensano che la vita coincida con la sopravvivenza, con lo scorrere dei giorni,
con il soddisfacimento dei bisogni.
Quelli che osano di più sognano e a volte realizzano anche una storia d’amore.
Ma tutto ciò che facciamo, che concretizziamo, la gioia, legittima e necessaria,
che sperimentiamo, tutto ci conduce alla scoperta del volto di Dio nascosto dietro
e dentro la realtà.
Ma quante poche energie dedichiamo a questa conoscenza, e quanto tempo
spendiamo per ciò che non può dissetare!
La progressiva conoscenza di Dio ci vede in sintonia con Gesù che ci
sente “suoi”, che prega per noi.
È bellissimo pensare di essere preziosi agli occhi del Maestro Gesù, questo
ci rende forti e ci permette di affrontare ogni difficoltà, soprattutto se,
ci facciamo aiutare anche dalla preghiera. 
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.


domenica 24 maggio 2020

Il Vangelo del Lunedì 25 Maggio 2020


Della 7° settimana di Pasqua.
S. Maria Maddalena de Pazzi, vergine.
Prima lettura dagli Atti degli apostoli (19,1-8)
Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Èfeso.
Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando
siete venuti alla fede?».
Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo».
Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero.
Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo
al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».
Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo
ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare
in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo
e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (16,29-33) anno pari.
In quel tempo, dissero i discepoli a Gesù: «Ecco, ora parli apertamente e non
più in modo velato.
Ora sappiamo che tu sai tutto e non hai bisogno che alcuno t'interroghi.
Per questo crediamo che sei uscito da Dio».
Rispose loro Gesù: «Adesso credete?
Ecco, viene l'ora, anzi è già venuta, in cui vi disperderete ciascuno per conto suo
e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.
Vi ho detto questo perché abbiate pace in me.
Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo!».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Difficile misurare la propria fede.
Difficile sapere se siamo o meno capaci di professare la nostra fiducia nel Dio di Gesù.
Difficile, soprattutto, quando le cose vanno male o non vano come avremmo sperato.
Quando ci sembra tutto chiaro, come accade agli apostoli prima dell’arresto,
in realtà ancora non abbiamo sperimentato il limite del nostro limite, la misura
della nostra fragilità.
Quante volte pensiamo (o speriamo?) di avere alle spalle un solido percorso di
fede ed invece ci troviamo a rimettere tutto in discussione?
Proprio la luce dell’Ascensione ci rassicura; Gesù è salito al cielo per essere
presente qui e ovunque.
E chiede di dimorare nella pace che è la sua presenza.
Siamo amati, siamo nelle mani e nell’abbraccio fiducioso di Dio, cosa dobbiamo temere?
Solo la nostra diffidenza; perciò, lasciamoci prendere in braccio dal Signore,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

sabato 23 maggio 2020

Il Vangelo di Domenica 24 Maggio 2020


Della Domenica dell’Ascensione del Signore.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (1,1-11)
Nel primo racconto, o Teòfilo, ho trattato di tutto quello che Gesù fece e insegnò
dagli inizi fino al giorno in cui fu assunto in cielo, dopo aver dato disposizioni
agli apostoli che si era scelti per mezzo dello Spirito Santo.
Egli si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta
giorni, apparendo loro e parlando delle cose riguardanti il regno di Dio.
Mentre si trovava a tavola con essi, ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme,
ma di attendere l'adempimento della promessa del Padre, «quella-disse-che voi
avete udito da me: Giovanni battezzò con acqua, voi invece, tra non molti giorni,
sarete battezzati in Spirito Santo».
Quelli dunque che erano con lui gli domandavano: «Signore, è questo il tempo
nel quale ricostituirai il regno per Israele?».
Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere tempi o momenti che il Padre ha
riservato al suo potere, ma riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà
su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samarìa
e fino ai confini della terra».
Detto questo, mentre lo guardavano, fu elevato in alto e una nube lo sottrasse
ai loro occhi.
Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand'ecco due uomini
in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: «Uomini di Galilea, perché
state a guardare il cielo?
Questo Gesù, che di mezzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo
in cui l'avete visto andare in cielo».
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesìni (1,17-23)
Fratelli, il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno
spirito di sapienza e di rivelazione per una profonda conoscenza di lui; illumini
gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati,
quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria
grandezza della sua potenza verso di noi, che crediamo, secondo l'efficacia della
sua forza e del suo vigore.
Egli la manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua
destra nei cieli, al di sopra di ogni Principato e Potenza, al di sopra di ogni Forza
e Dominazione e di ogni nome che viene nominato non solo nel tempo presente
ma anche in quello futuro.
Tutto infatti egli ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato alla Chiesa come capo
su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di colui che è il perfetto
compimento di tutte le cose.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (28,16-20) anno A.
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù
aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono.
Essi però dubitarono.
Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.
Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre
e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò
che vi ho comandato.
Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Una strana festa, quella dell’ascensione, ammettiamolo.
Come i discepoli, anche noi avremmo optato per un’altra soluzione; perché
non immaginare uno staterello governato da Gesù in cui rifugiarsi da questo
mondo infausto e rissoso?
Gli apostoli, in effetti, sono tutti esaltati; ora che il grande spavento è passato
e hanno finalmente capito con chi hanno a che fare, sperano in un qualche posto
da sottosegretario (i nostri politici hanno imparato da qui?).
Ve l’immaginate?
Commenti al Vangelo scritti da chi ha pronunciato quelle parole!
Niente più mediazioni, niente più fragili interpretazioni, niente più
cattolicesimi contrapposti.
Insomma, questa storia di Gesù che se ne va a me proprio non va giù.
E invece.
Nei Vangeli la resurrezione, l’ascensione e la pentecoste compongono uno
stesso quadro, un identico evento.
Gesù, risorgendo, è già presso il Padre e dona lo Spirito.
Gesù, che siede alla destra del Padre, non è più vincolato dal tempo e dallo
spazio e può dire con verità; io sono con voi per sempre.
Benvenuti nella logica di Dio.
Il racconto di Luca prende ampiamente spunto dall’ascensione di Elia, una pagina
molto conosciuta in Israele e punto di riferimento anche per i neo-convertiti.
Troviamo il racconto dell’ascensione di Elia nel secondo libro dei Re; il grande
profeta viene rapito in cielo sopra un carro di fuoco, sparisce fra le nubi e il suo
discepolo, Eliseo, ha la certezza di ricevere almeno una parte dello spirito profetico,
avendolo visto sparire. Splendido!
Luca descrive l’evento dell’ascensione usando lo stesso paradigma; le nubi,
simbolo dell’incontro con Dio (ricordate il Sinai? O il Tabor?), i due uomini
che richiamano i due angeli testimoni della resurrezione, il bianco delle vesti,
segno del mondo divino.
Il cuore del racconto non è, quindi, la descrizione di un prodigio, ma la descrizione
di una consegna; come Eliseo riceve lo spirito della profezia da parte di Elia, così
gli apostoli ricevono il mandato dell’annuncio da parte del Risorto.
L’ascensione segna l’inizio del tempo della Chiesa.
Sono gli angeli a dare la chiave interpretativa dell’evento; non guardate il cielo,
guardate in terra, guardate la concretezza dell’annuncio.
I discepoli del risorto sono chiamati ad annunciarlo, finché Egli venga,
a renderlo presente.
La Chiesa, allora, diventa il luogo dell’incontro privilegiato col risorto, e assolve
il suo compito solo quando rende presente il Vangelo.
Matteo ci dice come.
Diversamente da Luca, Matteo situa l’addio in Galilea, su di un monte.
Monte che rappresenta il luogo dell’esperienza divina; solo chi l’ha incontrato
può raccontarlo con credibilità.
E in Galilea; il luogo della frontiera, del meticciato, del confine.
La terra che per prima è caduta sotto l’invasore, gli assiri, allora, e che è
sopravissuta fra vicissitudini e compromessi, ben lontani dal rigore richiesto
dai puri di Gerusalemme!
Ai tempi di Gesù dare del galileo ad una persona era un insulto!
La Galilea, però, è anche il luogo dove tutto è iniziato, il luogo dell’incontro,
dell’innamoramento; solo attingendo alle esperienze che ci hanno convertito
possiamo annunciare con verità il Signore.
Ecco cosa significa non guardare il cielo; partire dalla povertà della mia
parrocchia, dal senso di disagio che provo nel vivere in un paese rissoso
e partigiano (mi racconta un’amica milanese di essere stata verbalmente
aggredita da una gruppo di cristiani che fuori dalla chiesa sostenevano un
candidato sindaco!), dall’impressione di vivere alla fine di un Impero che
crolla pesantemente sotto un cumulo di verbosità.
Qui siamo chiamati a realizzare il Regno, a rendere presente la speranza.
Qui, in questa Chiesa fragile, in un mondo fragile.
Ma che Dio ama.
Allora non stupisce il dubbio dei discepoli, che è il nostro.
Non è una Chiesa muscolosa quella che annuncia con verità, ma autentica e in conversione.
Il dubbio è un atteggiamento fondamentale per il credente, essenziale per la crescita.
L’ateo è sommerso dai dubbi, il credente li fugge.
All’ateo Gesù si propone come verità.
Al credente come l’innovatore.
E ci rassicura: non siamo soli, Egli è con noi.
È iniziato il tempo della Chiesa, fatta di uomini fragili che hanno fatto esperienza
di Dio e lo raccontano nella Galilea delle genti.
La smettiamo di lamentarci e ci rimbocchiamo le maniche?
Si amici, rimbocchiamoci le maniche, ora che siamo ritornati a riprenderci la
Santa Messa, proprio nel giorno dell’Ascensione, a me sembra un giorno
profetico e, se veramente abbiamo incontrato Cristo il Risorto, urliamolo ai
quattro venti senza paura, senza vergogna, Santa Domenica dell’Ascensione, Fausto.



venerdì 22 maggio 2020

Il Vangelo del Sabato 23 Maggio 2020


Della 6° settimana di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (18,23-28)
Trascorso ad Antiòchia un po' di tempo, Paolo partì: percorreva di seguito la
regione della Galàzia e la Frìgia, confermando tutti i discepoli.
Arrivò a Èfeso un Giudeo, di nome Apollo, nativo di Alessandria, uomo colto,
esperto nelle Scritture.
Questi era stato istruito nella via del Signore e, con animo ispirato, parlava
e insegnava con accuratezza ciò che si riferiva a Gesù, sebbene conoscesse
soltanto il battesimo di Giovanni.
Egli cominciò a parlare con franchezza nella sinagoga.
Priscilla e Aquila lo ascoltarono, poi lo presero con sé e gli esposero con
maggiore accuratezza la via di Dio.
Poiché egli desiderava passare in Acàia, i fratelli lo incoraggiarono e scrissero
ai discepoli di fargli buona accoglienza.
Giunto là, fu molto utile a quelli che, per opera della grazia, erano divenuti credenti.
Confutava infatti vigorosamente i Giudei, dimostrando pubblicamente
attraverso le Scritture che Gesù è il Cristo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (16,23b-28) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico:
se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà.
Finora non avete chiesto nulla nel mio nome.
Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena.
Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l'ora in cui non vi parlerò
più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre.
In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre
per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto
che io sono uscito da Dio.
Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo
e vado al Padre».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Il discepolo è chiamato a chiedere al Padre nel nome di Gesù, a pregare
Dio attraverso il Maestro.
Perciò le nostre preghiere liturgiche terminano sempre con l’invocazione per
Cristo Nostro Signore cui rispondiamo con un laconico e spento amen (che
dovrebbe esprimere con forza tutta la nostra approvazione!).
Gesù ci chiede di pregare il Padre nel suo nome per chiedere ciò che ci dona gioia.
Molto spesso a me succede, invece, di chiedere al Padre un sacco di cose di cui
penso di avere assoluta necessità senza interrogarmi se esse rappresentino
o meno la sorgente della gioia profonda!
Spesso le nostre preghiere non vengono esaudite perché non hanno nulla a che
vedere con la nostra felicità.
Chiedere a Dio di intervenire per fare cose che potremmo benissimo fare noi o per
donarci soluzioni a problemi che noi per primi abbiamo contribuito a creare
è perlomeno scorretto!
Concentriamoci nella preghiera a Dio, per mezzo del Signore Gesù, chiedendogli
tutto ciò che ci può donare veramente la gioia.
Sia lo Spirito a orientare le nostre richieste e le nostre preghiere, perché Lui solo
sa di cosa abbiamo veramente bisogno.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.