sabato 16 maggio 2020

Il Vangelo di Domenica 17 Maggio 2020


Della 6° Domenica di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (8,5-8.14-17)
In quei giorni, Filippo, sceso in una città della Samarìa, predicava loro il Cristo.
E le folle, unanimi, prestavano attenzione alle parole di Filippo, sentendolo
parlare e vedendo i segni che egli compiva.
Infatti da molti indemoniati uscivano spiriti impuri, emettendo alte grida, e molti
paralitici e storpi furono guariti.
E vi fu grande gioia in quella città.
Frattanto gli apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samarìa aveva accolto
la parola di Dio e inviarono a loro Pietro e Giovanni.
Essi scesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era
infatti ancora disceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati
nel nome del Signore Gesù.
Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo.
Parola di Dio.
Seconda lettura dalla prima lettera di san Pietro apostolo (3,15-18)
Carissimi, adorate il Signore, Cristo, nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere
a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi.
Tuttavia questo sia fatto con dolcezza e rispetto, con una retta coscienza, perché,
nel momento stesso in cui si parla male di voi, rimangano svergognati quelli che
malignano sulla vostra buona condotta in Cristo.
Se questa infatti è la volontà di Dio, è meglio soffrire operando il bene che facendo
il male, perché anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per
gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nel corpo, ma reso vivo nello spirito.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,15-21) anno A.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei
comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché
rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere
perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi.
Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io
vivo e voi vivrete.
In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama.
Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Viviamo tempi difficili, inutile negarlo.
Difficili umanamente, difficili cristianamente.
Il futuro è denso di nubi scure e il rischio di vedere sempre e solo il negativo
rischia di contagiare anche i cristiani più virtuosi.
Non so a voi, ma a me il clima di contrapposizione feroce delle idee e delle
posizioni mette profondamente a disagio.
Si è di qua o di là, di destra o di sinistra, credenti o atei, di una squadra o dell’altra.
E se uno non si ritrovasse?
La cronaca aumenta il disagio, per noi cattolici, quando leggiamo di comportamenti
incomprensibili da parte di coloro che dovrebbe condurre il gregge e che, invece,
lo opprimono con la violenza.
Eppure siamo ancora qui a meditare un Vangelo Pasquale, di risurrezione,
di fiducia, di gioia e conversione.
Un Vangelo che ci indica una strada, difficile, ma possibile, per custodire la
speranza, per dare ascolto alla foresta che cresce e non lasciarci intimorire dal
frastuono dell’albero che cade.
Gesù è chiaro; il mondo non lo vede presente, parla di Lui come di un grande
personaggio del passato, come di un simpatico profeta finito male, come accade
a molti profeti; ma i discepoli, afferma il Maestro, continuano a vederlo,
lo riconoscono, lo annunciano, lo ascoltano, lo pregano.
Il primo dono che Gesù promette ai discepoli intimoriti è il Paraclito, cioè il
soccorritore, l’aiutante, l’intercessore, che ci aiuta a ricordare le Parole del
Maestro, che ci aiuta a vedere le cose in maniera completa.
Di questo abbiamo bisogno, urgente; di un aiuto che ci aiuti a leggere la grande
storia e la nostra storia personale alla luce della fede.
Le cose che accadono, allora, acquistano una luce diversa, con un orizzonte
di riferimento più ampio, una prospettiva di salvezza, di redenzione che Dio
realizza in mezzo all’umanità inquieta.
Il soccorso che Dio ci manda è funzionale alla nostra missione; i discepoli
che “vedono” Gesù, che si accorgono della sua presenza, sono invitati ad
annunciare il nuovo modo di vivere che Dio realizza attraverso la comunità
dei salvati, la Chiesa, appunto.
Se è davvero così, allora, la difficoltà diventa straordinaria opportunità,
occasione di annuncio, ragione di conversione.
Ne sa qualcosa Filippo che, a causa della persecuzione che si è scatenata contro
la primitiva comunità, è fuggito e si ritrova in Samaria, la terra abbandonata, la terra
eretica, la sposa infedele che Gesù stesso ha cercato di sedurre e di riconquistare.
La fuga diventa luogo per l’annuncio e conversione di nuovi discepoli.
Se la Chiesa in occidente, nell’attuale complessa situazione storica, la smettesse
di lamentarsi, e ricominciasse semplicemente a fare la Chiesa, cioè ad annunciare
nella gioia Gesù Cristo, semplificando il proprio linguaggio, limando le proprie
incoerenze, alleggerendo le proprie elefantiache strutture, forse potrebbe fare la
stessa esperienza che ha fatto Filippo.
Ad una condizione, come ammonisce Gesù; restare fedeli al comandamento
dell’amore, ad ogni costo.
Solo il comandamento dell’amore, in questi tempi, è in grado di perforare la spessa
corazza anticristiana e neoclericale che abita la nostra società fintamente cristiana.
Dimorare nell’amore, non scoraggiarsi e approfondire la fede, come suggerisce Pietro.
Il nostro cristianesimo occidentale oscilla fra due eccessi ugualmente pericolosi;
il ritorno ad un clima di chiusura e di contrapposizione col mondo innalzando inutili
barriere nei confronti degli altri ed il rischio di cedere ad un cristianesimo
emotivo e popolare, che segue le apparizioni e dimentica il deposito della fede.
Davanti alla chiusura e al misticismo semplificato e superstizioso come da sempre
la Chiesa propone, un’alleanza fra intelligenza e fede, fra conoscenza e spiritualità.
Solo con la fatica dello studio, della comprensione dei testi, della preghiera
feconda e motivata, della ricerca umile della verità possiamo incrociare le
attese dell’uomo contemporaneo alla ricerca di senso.
Così, diverremo capaci di rendere ragione della speranza che è in noi.
Certo amici, a noi purtroppo manca la speranza e, ci abbandoniamo alla ricerca
sfrenata di soluzioni facili, No, non è questo che vuole il Signore, ma solo di
avere fiducia e speranza in Lui, anche se non è sempre facile, in particolare,
in questo momento di paura che ci ha portato questo virus.
Sono più di due mesi che non possiamo celebrare la Santa Messa, una cosa
mai successa, neanche al tempo del vaiolo, che le persone si ritrovavano in
Chiesa dove si sentivano al sicuro.
Una cosa architettata per demolire la Chiesa?
Non lo so amici, di sicuro, gli uomini di Chiesa, hanno lasciato fare per troppo
tempo e, ora sembra che la Comunione si debba distribuirla con i guanti, se è
vero, è una cosa tremenda, uno sfregio al Corpo di Cristo, io sicuramente mi
rifiuterò di fare uno scempio del genere, e ritornerò ad aiutare il parroco quando
avrò le mani libere per sentire il Corpo del Signore fra le mie dita, solo così
senti veramente pulsare il sangue nelle tue vene, che invece non lo sentiresti
con i guanti, Santa Domenica Fausto.   



venerdì 15 maggio 2020

Il Vangelo del Sabato 16 Maggio 2020


Della 5° settimana del Tempo Ordinario.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (16,1-10)
In quei giorni, Paolo si recò a Derbe e a Listra.
Vi era qui un discepolo chiamato Timòteo, figlio di una donna giudea credente
e di padre greco: era assai stimato dai fratelli di Listra e di Icònio.
Paolo volle che partisse con lui, lo prese e lo fece circoncidere a motivo dei Giudei
che si trovavano in quelle regioni: tutti infatti sapevano che suo padre era greco.
Percorrendo le città, trasmettevano loro le decisioni prese dagli apostoli e dagli
anziani di Gerusalemme, perché le osservassero.
Le Chiese intanto andavano fortificandosi nella fede e crescevano di numero ogni giorno.
Attraversarono quindi la Frìgia e la regione della Galàzia, poiché lo Spirito Santo
aveva impedito loro di proclamare la Parola nella provincia di Asia.
Giunti verso la Mìsia, cercavano di passare in Bitinia, ma lo Spirito di Gesù non
lo permise loro; così, lasciata da parte la Mìsia, scesero a Tròade.
Durante la notte apparve a Paolo una visione: era un Macèdone che lo
supplicava: «Vieni in Macedònia e aiutaci!».
Dopo che ebbe questa visione, subito cercammo di partire per la Macedònia,
ritenendo che Dio ci avesse chiamati ad annunciare loro il Vangelo.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate
che prima di voi ha odiato me.
Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete
del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: "Un servo non è più grande del suo padrone".
Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la 
mia parola, osserveranno anche la vostra.
Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono
colui che mi ha mandato».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Non siamo di questo mondo, perciò non spaventiamoci se non ci sentiamo
esattamente a nostro agio in questo mondo.
Se avete l’impressione di essere come degli alieni quando le vostre amiche
provano tanto piacere a sparlare degli altri e voi, invece, vi sentite a disagio.
O se evitate di fare un apprezzamente pesante alla collega come, invece,
fanno tutti i maschi del vostro ufficio.
O se proprio non ce la fate a sostenere i discorsi pieni di nulla del dopo-cena.
Succede, se avete incontrato il Maestro, se l’Assoluto vi ha anche solo sfiorato,
se avete osato credere nel volto nuovo dell’uomo che il Vangelo proclama.
Ed è anche normale, dice il Signore, che il mondo non apprezzi i cristiani (veri e seri),
anche se non vanno in giro a rompere le scatole e non fanno i predicatori fuori luogo;
prima di noi il mondo ha odiato il Maestro, perché la luce segna sempre l’ombra,
la delimita e la evidenzia.
E la vera luce, splende sempre sul volto di chi la proclama, facciamo fatica
a guardare la luce?; facciamoci aiutare dalla preghiera e, lei ci aiuterà a guardarla
senza problemi.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 14 maggio 2020

Il Vangelo del Venerdì 15 Maggio 2020


Della 5° settimana di Pasqua.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (15,22-31)
In quei giorni, agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene di
scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba:
Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli.
E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli,
ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilicia, che provengono dai pagani, salute!
Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico,
sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi.
Ci è parso bene perciò, tutti d'accordo, di scegliere alcune persone e inviarle
a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato
la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo.
Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch'essi, a voce,
queste stesse cose.
È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al
di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agli idoli, dal sangue,
dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime.
Farete cosa buona a stare lontani da queste cose.
State bene!».
Quelli allora si congedarono e scesero ad Antiòchia; riunita l'assemblea,
consegnarono la lettera.
Quando l'ebbero letta, si rallegrarono per l'incoraggiamento che infondeva.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,12-17) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Questo è il mio comandamento:
che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi
ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate
frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio
nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù sa che il nostro amore è istintivo.
Sa che ci innamoriamo delle persone che ci fanno i complimenti, sa che
esprimiamo amore per i nostri figli soprattutto se si comportano bene!
Perciò Gesù non ci chiede di amarci tra noi di amore spontaneo e simpatico,
ma di amarci come Lui ci ha amato.
L’amore diventa grande quando supera l’emozione, quando costa, quando
diventa sacrificio, cioè rende sacro ciò che ama.
Gesù ci ha amato mentre era appeso in croce.
Ci ha amato quando i suoi discepoli, tutti, lo avevano abbandonato.
Ci ha amato senza condizioni, sperando che il suo amore convertisse i nostri cuori.
Allora, guardando a Cristo, attingendo al suo amore, mi scopro capace di amare
anche il mio nemico, di perdonare chi mi uccide sperando che si converta.
No, la Chiesa non è il club di quelli che si trovano bene leggendo il Vangelo.
Non un amore teologico ci unisce, ma un amore Divino, che proviene da Cristo
e dalla sua Croce e, chi fa esperienza di questo è sulla strada della santità,
ma non sarà facile e, ci serve tanta preghiera altrimenti ti perdi nei meandri
della disperazione.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 13 maggio 2020

Il Vangelo del Giovedì 14 Maggio 2020


Della 5° settimana di Pasqua.
S. Mattia, apostolo.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (1,15-17.20-26)
In quei giorni Pietro si alzò in mezzo ai fratelli - il numero delle persone radunate
era circa centoventi-e disse: «Fratelli, era necessario che si commpisse ciò che
nella Scrittura fu predetto dallo Spirito Santo per bocca di Davide riguardo a
Giuda, diventato la guida di quelli che arrestarono Gesù.
Egli infatti era stato del nostro numero e aveva avuto in sorte lo stesso nostro ministero.
Sta scritto infati nel libro dei Salmi: "La sua dimora diventi deserta e nessuno vi
abiti" e: "Il suo incarico lo prenda un altro".
Bisogna dunque che, tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il
Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al
giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo, uno divenga testimone,
insieme a noi, della sua risurrezione».
Ne proposero due: Giuseppe, detto Barsabba, soprannominato Giusto, e Mattia.
Poi pregarono dicendo: «Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale
di questi due hai scelto per prendere il posto in questo ministero e apostolato,
che Giuda ha abbandonato per andarsene al posto che gli spettava».
Tirarono a sorte fra loro e la sorte cadde su Mattia, che fu associato agli undici apostoli.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (15,9-17) anno pari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche
io ho amato voi.
Rimanete nel mio amore.
Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato
i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore.
Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.
Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando.
Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho
chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l'ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate
frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio
nome, ve lo conceda.
Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Gesù ci ama.
Dell’amore ricevuto dal Padre, e chiede a noi, a me, di restare in questo amore,
di accorgermi che sono amato per ciò che sono, nonostante i miei limiti,
nonostante i miei sbagli.
Il Padre ama il Figlio che riversa questo amore su di noi discepoli, insegnandoci
così ad amare.
Siamo chiamati ad amare vivendo i comandamenti dell’amore, del perdono, della
fiducia, dell’autenticità, della condivisione che Lui per primo ha vissuto.
Viverli non come uno sforzo immane, come un’imposizione, ma come un liberante
percorso di autenticità che ci porta a gioire dell’amore ricevuto e donato.
Scoprirci amati libera in noi delle energie profonde, vitali, che ci permettono di
affrontare anche le difficoltà quotidiane con uno spirito nuovo.
Scoprirci amati, ci fa vivere da risorti, e la preghiera quotidiana ce ne dà la conferma.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 12 maggio 2020

Il Vangelo del Mercoledì 13 Maggio 2020


Della 5° settimana di Pasqua.
Beata Vergine Maria di Fatima.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (15,1-6)
In quei giorni, alcuni, venuti [ad Antiòchia] dalla Giudea, insegnavano ai
fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l'uso di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro,
fu stabilito che  salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.
Essi dunque, provveduti del necessario dalla Chiesa, attraversarono la Fenìcia e la
Samarìa, raccontando la conversione dei pagani e suscitando grande gioia in tutti i fratelli.
Giunti poi a Gerusalemme, furono ricevuti dalla Chiesa, dagli apostoli e dagli anziani,
e riferirono quali grandi cose Dio aveva compiuto per mezzo loro.
Ma si alzarono alcuni della setta dei farisei, che erano diventati credenti,
affermando: «È necessario circonciderli e ordinare loro di osservare la legge di Mosè».
Allora si riunirono gli apostoli e gli anziani per esaminare questo problema.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (15, 1-8) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Io sono la vite vera e il Padre
mio è l'agricoltore.
Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo taglia, e ogni tralcio che porta
frutto, lo pota perché porti più frutto.
Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato.
Rimanete in me e io in voi.
Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite,
così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci.
Chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete fare nulla.
Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e secca; poi lo raccolgono,
lo gettano nel fuoco e lo bruciano.
Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete
e vi sarà fatto.
In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo innestati in Lui è il tralcio alla vite, il ramo al tronco, perché da Lui e solo
da Lui riceviamo la linfa che ci fa esistere, la linfa che ci permette di crescere.
Perciò il Signore ci chiede con insistenza di non andarcene, di restare, di dimorare.
A questo serva la nostra piccola preghiera quotidiana, a ricevere linfa, a non andarcene.
E il vignaiolo sa che per portare frutto il tralcio deve essere tagliato, potato.
Così il tralcio convoglia tutta la sua vitale energia nel pezzo rimasto, caricandolo
di grappoli d’uva.
Ma noi, quando la vita ci pota, pensiamo che ci sia un’insanabile ingiustizia,
un intollerabile errore.
No; ogni disgrazia, ogni sventura, seppur dolorosa, può aiutarci a concentrare
la linfa vitale della nostra anima nelle poche cose che contano.
Non scordiamocelo mai, anche se non è sempre facile, ma la preghiera serve anche
per questo, per comprendere i progetti del Signore.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 11 maggio 2020

Il Vangelo del Martedì 12 Maggio 2020


Della 5° settimana di Pasqua.
S. Pancrazio martire.
Prima lettura dagli Atti degli Apostoli (14,19-28)
In quei giorni, giunsero [a Listra] da Antiòchia e da Icònio alcuni Giudei, i quali
persuasero la folla.
Essi lapidarono Paolo e lo trascinarono fuori della città, credendolo morto.
Allora gli si fecero attorno i discepoli ed egli si alzò ed entrò in città.
Il giorno dopo partì con Bàrnaba alla volta di Derbe.
Dopo aver annunciato il Vangelo a quella città e aver fatto un numero considerevole
di discepoli, ritornarono a Listra, Icònio e Antiòchia, confermando i discepoli ed
esortandoli a restare saldi nella fede «perché-dicevano-dobbiamo entrare nel regno
di Dio attraverso molte tribolazioni».
Designarono quindi per loro in ogni Chiesa alcuni anziani e, dopo avere pregato
e digiunato, li affidarono al Signore, nel quale avevano creduto.
Attraversata poi la Pisìdia, raggiunsero la Panfìlia e, dopo avere proclamato la Parola
a Perge, scesero ad Attàlia; di qui fecero vela per Antiòchia là dove erano stati
affidati alla grazia di Dio per l'opera che avevano compiuto.
Appena arrivati, riunirono la Chiesa e riferirono tutto quello che Dio aveva fatto
per mezzo loro e come avesse aperto ai pagani la porta della fede.
E si fermarono per non poco tempo insieme ai discepoli.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Giovanni (14,27-31a) anno pari.
In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace.
Non come la dà il mondo, io la do a voi.
Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: "Vado e tornerò da voi".
Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me.
Ve l'ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate.
Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me
non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre
mi ha comandato, così io agisco».
Parola del Signore.
Meditazione personale sul Vangelo di oggi.
La pace che ci dona il Signore non ha nulla a che vedere con la pace che porta il mondo.
La pace di cui parla il mondo, spesso, è la pace dei cimiteri, la pace che i più forti
impongono ai perdenti, la pace del compromesso politico.
E il mondo occidentale ci propone un modello di pace e di realizzazione che
esalta la ricchezza, il successo e l’apparenza.
La cosa tragica è che molte persone, troppe, pensano che sia vero.
E passano la vita a sperare di riuscire, di sfondare per sopravvivere, all’oblio della mediocrità.
No, non è pace, quella che promette il mondo.
È inganno, solo inganno, come quello che stiamo vivendo attraverso questa pandemia,
dove il nostro governo ci promette che ci risolve i problemi, invece ce li crea.
La pace che dona Cristo è la consapevolezza di quanto siamo amati, di quanto
valiamo agli occhi di Dio, del ruolo che ognuno riveste nella salvezza del mondo.
La pace che porta Cristo è l’esperienza del nostro valore, che è misura dell’amore
che siamo capaci di donare, misurato con i nostri limiti.
La pace consiste nello scoprirsi parte di un gigantesco progetto che Dio ci chiede
di condividere, nella nostra quotidianità, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.