venerdì 19 luglio 2019

Il Vangelo del Sabato 20 Luglio 2019


Della 15° settimana del Tempo Ordinario.
S: Apollinare, vescovo e martire.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (12,37-42)
In quei giorni, gli Israeliti partirono da Ramses alla volta di Succot, in numero
di seicentomila uomini adulti, senza contare i bambini.
Inoltre una grande massa di gente promiscua partì con loro e greggi e armenti
in mandrie molto grandi.
Fecero cuocere la pasta che avevano portato dall’Egitto in forma di focacce
àzzime, perché non era lievitata: infatti erano stati scacciati dall’Egitto e non
avevano potuto indugiare; neppure si erano procurati provviste per il viaggio.
La permanenza degli Israeliti in Egitto fu di quattrocentotrent’anni.
Al termine dei quattrocentotrent’anni, proprio in quel giorno, tutte le schiere
del Signore uscirono dalla terra d’Egitto.
Notte di veglia fu questa per il Signore per farli uscire dalla terra d’Egitto.
Questa sarà una notte di veglia in onore del Signore per tutti gli Israeliti,
di generazione in generazione.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (12,14-21) anno dispari.
In quel tempo, i farisei uscirono e tennero consiglio contro Gesù per farlo morire.
Gesù però, avendolo saputo, si allontanò di là.
Molti lo seguirono ed egli li guarì tutti e impose loro di non divulgarlo, perché
si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia: «Ecco il mio
servo, che io ho scelto; il mio amato, nel quale ho posto il mio compiacimento.
Porrò il mio spirito sopra di lui e annuncerà alle nazioni la giustizia.
Non contesterà né griderà né si udrà nelle piazze la sua voce.
Non spezzerà una canna già incrinata, non spegnerà una fiamma smorta,
finché non abbia fatto trionfare la giustizia; nel suo nome spereranno le nazioni».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Fugge i farisei che lo vogliono morto.
Non vuole lo scontro, non aizza i suoi discepoli, comunque fedeli e
determinati, a difenderlo con la violenza.
Non vuole nemmeno sollevare le folle sfruttando la sua notorietà e i miracoli
che ha compiuto; chiede ai guariti di tacere, di nascondere i prodigi.
Gesù interpreta correttamente un discepolato dimesso, compassionevole,
misericordioso, che sa aspettare.
Non valuta le conseguenze che ne possono scaturire; sarà la violenza ottusa
degli uomini di religione ad ucciderlo, ecco perché Giuda non aveva tutta
la colpa per la morte del signore.
Ma Lui non contraddirà mai la sua visione pacificata di Dio.
E noi, suoi discepoli, come ci comportiamo?
Sempre arroccati sulle difensive, a volte ho paura che nella nostra inutile
severità spezziamo tante canne fragili e spegniamo mille lumini fumiganti.
Difendendo la verità Gesù non ha mai offeso o umiliato chi non l’aveva
ancora scoperta.
Impariamo dal Signore, allora, ad avere pazienza, ad essere misericordiosi
come Lui è con noi.
Ci sarà da soffrire, logicamente, la preghiera però ci può aiutare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

giovedì 18 luglio 2019

Il Vangelo del Venerdì 19 Luglio 2019


Della 15° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (11,10-12,14)
In quei giorni, Mosè e Aronne avevano fatto tutti quei prodigi davanti al faraone;
ma il Signore aveva reso ostinato il cuore del faraone, il quale non lasciò partire
gli Israeliti dalla sua terra.
Il Signore disse a Mosè e ad Aronne in terra d’Egitto: «Questo mese sarà per
voi l’inizio dei mesi, sarà per voi il primo mese dell’anno.
Parlate a tutta la comunità d’Israele e dite: “Il dieci di questo mese ciascuno
si procuri un agnello per famiglia, un agnello per casa.
Se la famiglia fosse troppo piccola per un agnello, si unirà al vicino, il più
prossimo alla sua casa, secondo il numero delle persone; calcolerete come
dovrà essere l’agnello secondo quanto ciascuno può mangiarne.
Il vostro agnello sia senza difetto, maschio, nato nell’anno; potrete sceglierlo
tra le pecore o tra le capre e lo conserverete fino al quattordici di questo mese:
allora tutta l’assemblea della comunità d’Israele lo immolerà al tramonto.
Preso un po’ del suo sangue, lo porranno sui due stipiti e sull’architrave delle
case nelle quali lo mangeranno.
In quella notte ne mangeranno la carne arrostita al fuoco; la mangeranno
con àzzimi e con erbe amare.
Non lo mangerete crudo, né bollito nell’acqua, ma solo arrostito al fuoco,
con la testa, le zampe e le viscere.
Non ne dovete far avanzare fino al mattino: quello che al mattino sarà avanzato,
lo brucerete nel fuoco.
Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi,
il bastone in mano; lo mangerete in fretta.
È la Pasqua del Signore!
In quella notte io passerò per la terra d’Egitto e colpirò ogni primogenito
nella terra d’Egitto, uomo o animale; così farò giustizia di tutti gli dèi dell’Egitto.
Io sono il Signore!
Il sangue sulle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò
il sangue e passerò oltre; non vi sarà tra voi flagello di sterminio quando io
colpirò la terra d’Egitto.
Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore:
di generazione in generazione lo celebrerete come un rito perenne"».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (12,1-8) anno dispari.
In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli
ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello
che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i
suoi compagni ebbero fame?
Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né
ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti.
O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio
vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa?
Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio.
Se aveste compreso che cosa significhi: "Misericordia io voglio e non sacrifici",
non avreste condannato persone senza colpa.
Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
No Signore, siamo onesti, proprio non abbiamo ancora capito cosa
significhi “misericordia io voglio e non sacrifici”.
Non lo hanno capito i farisei, non lo capiamo noi.
Meglio il sacrificio, meglio una visione lugubre e sanguinante della fede,
per poterti rinfacciare quanto abbiamo patito durante la vita e quanto Tu sia
stato poco attento a noi.
No, non abbiamo capito che Tu preferisci cento volte un gesto di compassione
autentico ad uno di devozione forzata.
Non abbiamo capito la Scrittura, che Tu citi e conosci in maniera sorprendente,
con intelligenza, vivendola al di là e al di dentro della lettera.
No, non abbiamo capito quanto sia liberante diventare tuoi discepoli, quanto sia
immensamente impegnativa la libertà accolta con intelligenza e consapevolezza.
No, Signore, proprio non abbiamo capito quanto sia esigente la libertà, quanto
più impegnativa sia la misericordia.
Non Ti stancare di ripetercelo, Signore, e abbi pietà di noi e della nostra debolezza,
noi cercheremo sempre di pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

mercoledì 17 luglio 2019

Il Vangelo del Giovedì 18 Luglio 2019


Della 15° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (3,13-20)
In quei giorni, [udendo la voce del Signore dal mezzo del roveto,] Mosè
disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri
padri mi ha mandato a voi”.
Mi diranno: “Qual è il suo nome?”.
E io che cosa risponderò loro?».
Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!».
E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”».
Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri,
Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”.
Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di
generazione in generazione.
Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: “Il Signore, Dio dei vostri padri,
Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, mi è apparso per dirmi: Sono venuto
a visitarvi e vedere ciò che viene fatto a voi in Egitto.
E ho detto: Vi farò salire dalla umiliazione dell’Egitto verso la terra del Cananeo,
dell’Ittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso una
terra dove scorrono latte e miele”.
Essi ascolteranno la tua voce, e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re d’Egitto
e gli direte: “Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi.
Ci sia permesso di andare nel deserto, a tre giorni di cammino, per fare un
sacrificio al Signore, nostro Dio”.
Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di
una mano forte.
Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in
mezzo ad esso, dopo di che egli vi lascerà andare».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (11,28-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi
e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile
di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita.
Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Andiamo a Lui, noi che siamo affaticati ed oppressi.
Andiamo a Lui noi che portiamo dei macigni nel cuore, che non capiamo,
che non abbiamo risolto i grandi interrogativi della vita.
Andiamo a Lui noi che siamo travolti dalle disgrazie, dalla malattia,
dal dolore, dopo averli strenuamente combattuti, dopo avere cercato in
ogni modo di restare a galla.
Andiamo a Lui; è il Signore l’unico e il solo che offre speranza, che realizza
la salvezza in noi.
È Lui, il Signore, che può offrire una sosta di ristoro nel difficile
cammino della vita.
E impariamo da Lui ad accogliere con mitezza e con umiltà gli eventi,
consapevoli, cioè, dei limiti che la vita porta in sé, dei limiti che portiamo
nel nostro cuore.
Imitare Cristo è l’obiettivo della nostra vita; imitarlo nella visione del Padre,
nella compassione verso gli uomini, verso la lucida consapevolezza di ciò
che siamo chiamati a diventare e ad essere.
Non sempre saremo lucidi nel valutare le nostre azioni, per questo il Signore
ci ha insegnato a pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

martedì 16 luglio 2019

Il Vangelo del Mercoledì 17 Luglio 2019


Della 15° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (3,1-6.9-12)
In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero,
sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte
di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto.
Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava.
Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il
roveto non brucia?».
Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal
roveto: «Mosè, Mosè!».
Rispose: «Eccomi!».
Riprese: «Non avvicinarti oltre!
Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!».
E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio
di Giacobbe».
Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso
ho visto come gli Egiziani li opprimono.
Perciò va’! Io ti mando dal faraone.
Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!».
Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli
Israeliti dall’Egitto?».
Rispose: «Io sarò con te.
Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire
il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (11,25-27) anno dispari.
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra,
perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.
Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre,
e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Esulta Gesù.
Esulta nello Spirito, la gioia dilaga, parte dal cuore ed esce dalle sue labbra.
Esulta perché si stupisce.
Che bello vedere Dio che si meraviglia della strategia del Padre, della sua logica
inattesa; non sono i sapienti, i dotti che scoprono le cose del Regno, ma gli ultimi.
Gesù non esalta certo la povertà, e nemmeno l’ignoranza ma mette in luce il
fatto che chi vive momenti di fatica può, paradossalmente, non avere nulla
da perdere e spalancare il proprio cuore alla speranza.
I dotti dell’epoca giocano a fare i teologi, controbattono senza lasciarsi scalfire
dalla Parola del Signore che scuote.
Così anche oggi; fa fine professarsi sapienti religiosi, giocare a fare gli intellettuali,
per poi citare l’ultimo articolo scandalistico che riguarda la Chiesa.
No, non è questo l’atteggiamento che ci prepara all’incontro; solo un cuore che
sceglie di arrendersi, che valuta il limite della ragione e sa spalancarsi all’inaudito
di Dio, nella preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

lunedì 15 luglio 2019

Il Vangelo del Martedì 16 Luglio 2019


Della 15° settimana del Tempo Ordinario.
Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (2,1-15)
In quei giorni, un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una
discendente di Levi.
La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto
per tre mesi.
Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro,
lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi
sulla riva del Nilo.
La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto.
Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle
passeggiavano lungo la sponda del Nilo.
Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo.
L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva.
Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei».
La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a
chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?».
«Va’», rispose la figlia del faraone.
La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino.
La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me;
io ti darò un salario».
La donna prese il bambino e lo allattò.
Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone.
Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!».
Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati.
Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli.
Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano
e lo sotterrò nella sabbia.
Il giorno dopo uscì di nuovo e vide due Ebrei che litigavano; disse a quello
che aveva torto: «Perché percuoti il tuo fratello?».
Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi?
Pensi forse di potermi uccidere, come hai ucciso l’Egiziano?».
Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa».
Il faraone sentì parlare di questo fatto e fece cercare Mosè per metterlo a morte.
Allora Mosè fuggì lontano dal faraone e si fermò nel territorio di Madian.
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (11,20-24) anno dispari.
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta
la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te,
Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti
i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco
e cosparse di cenere, si sarebbero convertite.
Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate
meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!
Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te,
oggi essa esisterebbe ancora!
Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata
meno duramente di te!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Ci si può abituare, adattare a tutto, ed è una delle priorità dell’essere umano.
Al dolore, alle condizioni estreme e alla menomazione.
Ed è un bene.
Ma ci si può abituare anche alle cose positive, e questo è terribile.
Ci si abitua anche a Dio, purtroppo.
Lo sa Gesù, quando vede il suo popolo ridurre la fede alla scrupolosa ed
inutile osservanza di mille precetti creati dagli uomini devoti.
Lo sappiamo noi, che di quel Gesù siamo discepoli e che, pure, abbiamo
fatto lo stesso errore, abituandoci alla fede.
Siamo cattolici senza gloria, senza convinzione, tali perché nati in Italia.
Fossimo nati in Marocco saremmo musulmani, e se andiamo avanti di questo
passo, lo diventeremo anche noi senza essere nati in Marocco.
Gesù cerca di scuotere le placide cittadine ebraiche, e noi, che non accolgono,
e che facciamo fatica ad accogliere la novità del Regno.
Invece di giudicare coloro che sono peggio di noi, che non credono, che vivono
dissolutamente, sentendoci tutto sommato non peggiori, guardiamoci dentro,
nel profondo dell’anima.
E convertiamoci, cominciando ad accogliere la novità di Dio,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.

domenica 14 luglio 2019

Il Vangelo del Lunedì 15 Luglio 2019


Della 15° settimana del Tempo Ordinario.
San Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa.
1° Lettura dal libro dell’Esodo (1,8-14.22)
In quei giorni, sorse sull’Egitto un nuovo re, che non aveva conosciuto Giuseppe.
Egli disse al suo popolo: «Ecco che il popolo dei figli d’Israele è più numeroso
e più forte di noi.
Cerchiamo di essere avveduti nei suoi riguardi per impedire che cresca, altrimenti,
in caso di guerra, si unirà ai nostri avversari, combatterà contro di noi e poi
partirà dal paese».
Perciò vennero imposti loro dei sovrintendenti ai lavori forzati, per opprimerli
con le loro angherie, e così costruirono per il faraone le città‑deposito,
cioè Pitom e Ramses.
Ma quanto più opprimevano il popolo, tanto più si moltiplicava e cresceva,
ed essi furono presi da spavento di fronte agli Israeliti.
Per questo gli Egiziani fecero lavorare i figli d’Israele trattandoli con durezza.
Resero loro amara la vita mediante una dura schiavitù, costringendoli a
preparare l’argilla e a fabbricare mattoni, e ad ogni sorta di lavoro nei campi;
a tutti questi lavori li obbligarono con durezza.
Il faraone diede quest’ordine a tutto il suo popolo: «Gettate nel Nilo ogni
figlio maschio che nascerà, ma lasciate vivere ogni femmina».
Parola di Dio.
Dal Vangelo secondo Matteo (10,34-11,1) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Non crediate che io sia venuto
a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada.
Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre
e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia
più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue,
non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria
vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta,
e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi
piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli,
partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
È una spada la presenza del Signore, una lama che ci squarcia l’anima,
che ci inquieta, che ci impedisce di stare tranquilli.
È una spada, non un calmante, non una tisana alla camomilla, non un
inutile soprammobile.
Cosa ne abbiamo fatto della nostra fede?
Cosa è diventata l’abitudine di essere cristiani?
Vediamo ogni giorno la contraddizione di una fede che ristagna, che ancora
frequenta le chiese ma che non contagia la vita, che cerca Dio ma adattandolo
alle proprie piccole visioni.
È una spada, e richiede una battaglia continua contro il nostro uomo vecchio.
È una spada perché Gesù pretende di essere più della più grande gioia che
possiamo vedere.
Perché è Lui la sorgente di ogni amore e di ogni paternità.
È fuoco l’incontro con Dio, che divora e illumina, che consuma e spaventa,
che riscalda e distrugge le nostre resistenze.
Abbandoniamo i bassi profili, smettiamola di rincorrere i compromessi
e osiamo diventare santi come Cristo ci vede e ci chiama ad essere.
Perciò, cerchiamo di alzare il nostro profilo, perché diventi un profilo di
innamorati del Signore, facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, ora, e sempre,
nei secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata, Fausto.