lunedì 20 novembre 2017

Il Vangelo del Martedì 21 Novembre 2017

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.
Presentazione della Beata Vergine Maria.
1° Lettura dal secondo libro dei Maccabèi (6,18-31)
Dal Vangelo secondo Luca (19,1-10) anno dispari.
In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando,
quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava
di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché
era piccolo di statura.
Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché
doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo,
scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua».
Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia.
Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò
che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli
è figlio di Abramo.
Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Zacchèo è un uomo che, ad un certo punto della vita, comprende che il
benessere materiale non può dargli la felicità e la pace che il suo cuore,
probabilmente, già da tanto tempo cercava.
In Gesù egli trova la risposta alla sua ricerca e subito irrompe in lui la gioia
e un cuore nuovo, più generoso, tanto da promettere di restituire quanto
aveva sottratto in maniera indebita.
E Gesù conferma la sua ricerca, dicendogli che la salvezza di Dio era
proprio per lui, poiché l’Altissimo lo voleva salvo.
La gioia di Dio entra anche  nelle nostra case, tutte le volte che noi apriamo
le porte della nostra vita al Signore, poiché egli non ci toglie nulla; piuttosto,
Egli ci dà tutto perché possiamo essere felici e nella pienezza della nostra vita.
Per questo dobbiamo solo ringraziarlo, attraverso la nostra preghiera.  
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

domenica 19 novembre 2017

Il Vangelo del Lunedì 20 Novembre 2017

Della 33° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal primo libro dei Maccabèi (1,10-15.41-43.54-57 62-64)
Dal Vangelo secondo Luca (18,35-43) anno dispari.
Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada
a mendicare.
Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse.
Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli
gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui.
Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».
Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!».
E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio.
E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Il cieco guarito da Gesù riceve una doppia guarigione; egli infatti, non solo
riceve nuovamente la vista ma gli viene data la possibilità di cambiare vita,
divenendo discepolo del Signore.
Quando il Cristo ci guarisce, ci dà sempre la possibilità di cambiare, iniziando
un nuovo stile di vita, improntato alla luce e alla gioia.
A quel punto, sta a noi prendere la decisione della nostra vita, lasciando tutto
quello che è stato fino ad allora per seguirlo con gioia e costanza.
Se ciò non avviene, rischiamo di vanificare la sua grazia redentrice, poiché non
diamo agli altri, la nostra testimonianza, ciò che noi per primi abbiamo ricevuto.
Tante sono le attestazioni di amore che abbiamo avuto da Lui; seguiamolo
con costanza, amore e non ce ne pentiremo.
Naturalmente, per riuscirci bene dobbiamo pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


sabato 18 novembre 2017

Il Vangelo di Domenica 19 Novembre 2017

Della 33° Domenica del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro dei Proverbi (31,10-13.19-20.30-31)
2° Lettura dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési (5,1-6)
Dal Vangelo secondo Matteo (25,14-30) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come
a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò
loro i suoi beni.
A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità
di ciascuno; poi partì.
Subito colui che aveva ricevuto cinque talenti andò a impiegarli, e ne
guadagnò altri cinque.
Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due.
Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel
terreno e vi nascose il denaro del suo padrone.
Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro.
Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque,
dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati
altri cinque”.
“Bene, servo buono e fedele–gli disse il suo padrone–, sei stato fedele nel poco,
ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò poi colui che aveva ricevuto due talenti e disse: “Signore, mi hai
consegnato due talenti; ecco, ne ho guadagnati altri due”.
“Bene, servo buono e fedele–gli disse il suo padrone–, sei stato fedele nel
poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”.
Si presentò infine anche colui che aveva ricevuto un solo talento e disse:
“Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e
raccogli dove non hai sparso.
Ho avuto paura e sono andato a nascondere il tuo talento sotto terra:
ecco ciò che è tuo”.
Il padrone gli rispose: “Servo malvagio e pigro, tu sapevi che mieto dove
non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; avresti dovuto affidare il mio
denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l’interesse.
Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti.
Perché a chiunque ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a chi non ha,
verrà tolto anche quello che ha.
E il servo inutile gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Quando si vive in Dio come suoi veri discepoli, non si può stare con le
mani in mano.
Tutto deve servire e deve essere orientato all'unico vero fine della nostra
vita, che è la felicità eterna.
Dunque, perché perdere tempo nella paura o nel timore, quasi come se Dio
si dimenticasse di noi e non ci aiutasse a portare a compimento quello
che Egli ci chiede?
Questo è stato il peccato del servo pigro; egli si è dato da fare tanto nella
sua vita, ma non ha saputo riconoscere il tempo nel quale Dio gli chiedeva
di mettere a disposizione tutto di sé per la causa del Vangelo.
Per tale motivo egli viene escluso dalla comunione con Lui.
Quanto ci impegniamo ogni giorno affinchè quello che facciamo ci
serva per aiutare Dio nella sua opera di salvezza?
Per Lui, noi siamo indispensabili, perciò non perdiamo tempo e non
nascondiamoci, piuttosto facciamoci aiutare dalla preghiera per essere
sempre in comunione con Lui.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


venerdì 17 novembre 2017

Il Vangelo del Sabato 18 Novembre 2017

Della 32° settimana del Tempo Ordinario
1° Lettura dal libro della Sapienza (18,14-16;19,6-9)
Dal Vangelo secondo Matteo (14,22-33) anno dispari.
In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità
di pregare sempre, senza stancarsi mai: «In una città viveva un giudice,
che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno.
In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva:
“Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo
Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio,
le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto.
E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui?
Li farà forse aspettare a lungo?
Io vi dico che farà loro giustizia prontamente.
Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
La questione fondamentale non è tanto che non sappiamo pregare, poiché
conosciamo bene cosa significhi sperimentare Dio nella preghiera; il problema
è proprio quello indicato da Gesù ci stanchiamo troppo presto.
Noi pensiamo che Dio debba esaudirci subito nelle nostre richieste, e non
comprendiamo che, nella sua pedagogia divina, il farci attendere ha un valore
davvero molto grande.
Quanto ci teniamo veramente a ciò che chiediamo?
Quanto siamo disposti a faticare e persino a soffrire, perché ciò che gli
chiediamo si realizzi nella nostra vita?
Se crediamo che ottenere qualcosa da Lui non debba costarci più che qualche
preghiera, siamo fuori strada; gli amici di Dia si vedono nella costanza e nella
forza dei loro santi desideri.
Con il Signore, non tutto è automatico, ed ogni cosa ha i suoi tempi, dobbiamo
solo avere pazienza e pregare.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.
Buona giornata Fausto.


giovedì 16 novembre 2017

Il Vangelo del Venerdì 17 Novembre 2017

Della 32° settimana del Tempo Ordinario
Santa Elisabetta d'Ungheria
1° Lettura dal libro della Sapienza (13,1-9)
Dal Vangelo secondo Luca (17,26-37) anno dispari.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come avvenne nei giorni
di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano,
prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò
nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano,
vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da
Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti.
Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa,
non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro.
Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà,
la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà
portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo:
l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?».
Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme
anche gli avvoltoi».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Arrivano dei momenti, nella storia, in cui bisogna decidersi.
Gesù lo afferma attraverso un modo di esprimersi tipico della sua epoca,
il cosiddetto linguaggio apocalittico.
Ma al di là dei simboli, la forza di tale messaggio è valido anche oggi per noi;
non possiamo pretendere di continuare a dirci cristiani senza prendere delle
decisioni forti.
In realtà, si tratta anzitutto di porre Dio al centro della nostra vita.
Quando facciamo questo, come per miracolo scompaiono dalla nostra esistenza
l’ansia e la paura; chi vive cercando continuamente la volontà di Dio e la sua
gloria, difficilmente viene turbato dagli sconvolgimenti della storia.
A questo punto, cerchiamo di dare una sterzata alla nostra vita.
La parole di Gesù c’incoraggia a sceglierlo di nuovo come nostro Signore,
facendoci aiutare dalla preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

mercoledì 15 novembre 2017

Il Vangelo del Giovedì 16 Novembre 2017

Della 32° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Sapienza (7,22-8,1)
Dal Vangelo secondo Luca (17,20-25) anno dispari.
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?».
Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione,
e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”.
Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno
solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete.
Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli.
Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così
sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno.
Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Siamo tutti alla ricerca, in maniera più o meno esplicita, di punti di riferimento.
Ciò significa che quando troviamo qualcuno che ci promette la salvezza e ci
dice; cosa dobbiamo fare, tendiamo a fidarci ciecamente di lui.
Gesù prevede tale e possibilità e ci dice di fare attenzione; uno solo è il
Maestro, cioè colui che può insegnare la via della salvezza.
La differenza tra Lui e gli impostori è chiara; mentre questi ultimi amano
essere seguiti e riveriti, a Gesù che viene a noi e che ci cerca, per portarci
alla conoscenza corretta del Padre e della sua  volontà.
Non dobbiamo cadere nella trappola di chi vuole darci la salvezza a buon
mercato; cerchiamo di essere fedeli a Lui, e non sbaglieremo.
Dio non delude mai coloro che si fidano di Lui e della sua presenza amorevole.
Se facciamo fatica a fidarci ciecamente di Lui, per riuscirci, aiutiamoci
con la preghiera.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.

martedì 14 novembre 2017

Il Vangelo del Mercoledì 15 Novembre 2017

Della 32° settimana del Tempo Ordinario.
1° Lettura dal libro della Sapienza (6,1-11)
Dal Vangelo secondo Luca (17,11-19) anno dispari.
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono
a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!».
Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti».
E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si
prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo.
Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci?
E gli altri nove dove sono?
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio,
all’infuori di questo straniero?».
E gli disse: «Àlzati e và; la tua fede ti ha salvato!».
Parola del Signore.
Riflessione personale sul Vangelo di oggi.
Sono solo lebbrosi, non Samaritani o ebrei.
Il dolore ci rende uguali, elimina le differenze, la disperazione cuce
rapporti impensabili.
Gesù li ascolta ma chiede di andare dai sacerdoti del tempio; la guarigione
è in un percorso, è progressiva, non è mai tutta di colpo.
Ci vogliono degli anni per convertirsi, degli anni per diventare
veramente discepoli.
E si mettono in strada.
Trovatisi guariti ecco che le differenze ritornano; i nove ebrei vanno al
tempio ma il samaritano non ha un tempio, il suo è stato raso al suolo
un secolo prima, proprio dagli ebrei.
Allora si rivolge al Tempio.
E il Tempio, Gesù, lo accoglie e commenta amareggiato; dieci sono stati
sanati, uno solo e stato salvato.
Non è vero che basta la salute, non è vero che la salute è tutto.
C'è di più; la salvezza.
La salvezza di sapersi amati, di essere nel cuore di Dio, di essere donati al mondo.
L'ingratitudine è più difficile da guarire della lebbra.
Purtroppo, spesso e volentieri, anche noi siamo ingrati nei confronti del Signore.
Per questo dobbiamo aiutarci sempre con la preghiera, per riuscire a guarire
dall’ingratitudine che abbiamo nei confronti del Signore.
Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il
tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
volontà come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a
noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri
debitori, e non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto il frutto
del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era in principio ora e sempre nei
secoli dei secoli. Amen.

Buona giornata Fausto.